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Eng. Onorio Francesco Salvatore

I disegni tecnici III: la codifica delle sagome di armatura

Written By: Francesco Salvatore Onorio - Feb• 02•12

Questo articolo costituisce la terza parte della nostra chiacchierata sui disegni tecnici. Questa volta desidero parlare della codifica delle sagome. Questo argomento riveste oggi ancora più importanza in quanto ormai la sagomatura in cantiere è in disuso e ci si affida sempre più spesso a centri di trasformazione dotati di macchine di piegatura a controllo numerico. Il funzionamento di queste macchine si basa sull’impiego di una serie di codici standardizzati ai quali corrispondono delle sagome prestabilite; noto il codice, la macchina di piegatura realizza il pezzo in totale autonomia. Il vantaggio in termini di tempi di produzione e di costi è notevole.

La norma di riferimento per la codifica delle sagome è la UNI EN ISO 3766Disegni di costruzione – Rappresentazione semplificata delle armature del calcestruzzo” (ovvero “Construction drawings – Simplified representation of concrete reinforcement“).

La norma suddetta prevede una codifica composta da 2 numeri (vi sono proposte per una terza cifra per evitare equivoci). Il primo carattere è riferito al numero delle piegature, mentre il secondo al tipo di piegatura (si veda l’articolo “I disegni tecnici II: i vari tipi di ancoraggio“). Entrambi i caratteri sono variabili da 0 a 7 (con 9 riferito a piegature speciali con raggi di curvatura normalizzati e non).

Diamo uno sguardo alla tabella che segue:

Ad esempio, una shape code 26 è la seguente:

Abbiamo infatti 2 parti curve caratterizzate da angoli di piegatura < 90°. Il secondo carattere, ovvero il 6, ci fa capire che le curvature non hanno il medesimo senso.

 

E se invece le piegature avessero lo stesso senso? In tal caso lo shape code corrispondente è il 25:

 

E ancora, seguendo l’ordine della UNI EN ISO 3766, vediamo lo shape code 44:

Il primo 4 ci fa capire che necessitiamo di 4 piegature, mentre il secondo 4 si riferisce al fatto che gli angoli sono di 90° e le curvature non hanno il medesimo senso.

Andiamo avanti, quello che segue è lo shape code 77:

Lo shape code 77 è associato ad eliche con diametro costante.

 

Vediamo lo shape code 67:

La sagoma di sopra è caratterizzata da un arco di cerchio.

 

Proseguiamo con un altro esempio, lo shape code 99:

Per la UNI EN ISO 3766 stiamo parlando di un “non-standard example“. Abbiamo infatti 1 parte curva con angolo > 90° e raggio di curvatura non normalizzato.

Da notare che il 9 può andare solo con un altro 9 (quindi l’unico caso possibile è la shape code 99). Inoltre, avendo impiegato un raggio non normalizzato, il valore del suddetto deve essere indicato.

Quando impieghiamo raggi non normalizzati parliamo sempre di shape code 99, anche se la forma è associabile ad una standard. In tal caso, come detto, i valori non normalizzati impiegati vanno precisati. Ad esempio:

 

E con questo è tutto, per ora.

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Per maggiori informazioni è possibile contattare l’autore a:

onorio@strutturista.com

Ing. Onorio Francesco Salvatore

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One Comment

  1. g.iaria says:

    Bel post, molto interessante
    Complimenti

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