The Structural Engineer's Corner

Eng. Onorio Francesco Salvatore

Piastre in cemento armato: come disporre le armature metalliche attorno ai fori

Written By: Francesco Salvatore Onorio - Oct• 29•11

In questo breve articolo tocchiamo un argomento interessante quanto ricorrente: i fori nelle piastre. Quando si progettano opere come impianti di trattamento acque (comparti biologici, disoleatori, dissabbiatori, trattamento fanghi, ecc) si ricorre a pareti in cemento armato variamente forate in maniera tale da consentire il passaggio del liquido secondo percorsi prestabiliti.

La presenza di un foro da luogo a discontinuità nel flusso di forze dell’elemento strutturale e deve quindi essere valutato con attenzione.

Come armare allora un foro?

Nel caso di aperture rettangolari di dimensioni modeste (1/5 della luce) possiamo adottare una regola in accordo a quello che è il flusso delle forze attorno al foro, come mostrato nell’immagine che segue (caso di piastra con una direzione portante principale):

Come si può notare, si ha un’addessamento delle isolinee rappresentanti il flusso delle forze attorno al foro; è lì che dobbiamo intervenire con un’armatura più fitta per conferire la resistenza necessaria alla sezione.

La regola pratica che possiamo adottare è dunque la seguente: disporre attorno al foro l’armatura che teoricamente sarebbe andata ad occupare l’ingombro dell’apertura, rispettando ovviamente l’interferro di progetto.

In pratica, è come se facessimo una cerchiatura del foro.

Capiamo meglio con l’ausilio dell’immagine che segue:

Abbiamo 4 ferri che vengono interrotti causa foro. Di conseguenza, disponiamo 4 ferri aggiuntivi ai lati, rispettivamente 2 a destra e 2 a sinistra.

Nell’altra direzione, che in questo esempio non è principale, andiamo comunque ad operare alla stessa maniera.

Sta poi al tipo di progetto ed alla sensibilità progettista decidere o meno di intervenire sulle punte di tensione che si verificano negli angoli per l’effetto dell’intaglio. In questi punti, infatti, potremmo avere fessurazioni localizzate che possiamo considerare accettabili o meno. Ovviamente, nel caso in cui la struttura sia destinata ad ospitare liquidi tali fessurazioni vanno eliminate o comunque ridotte al minimo possibile. In questo caso, quindi, andiamo a disporre un’ulteriore armatura trasversale.

Prendiamo a riferimento uno stralcio di sezione di un comparto biologico progettato dallo scrivente:

 

Come si può notare, vi è un gran numero di fori di diverse dimensioni. Essendo la struttura in oggetto destinata al trattamento delle acque, la sensibilità del progettista di cui abbiamo parlato prima non solo è opportuna, ma bensì richiesta dai requisiti prestazionali del progetto (fessurazioni allo SLE).

Sta al progettista dunque provvedere ai particolari per l’armatura integrativa, come mostrato nell’immagine che segue:

E con questo è tutto.

 

Per chiarimenti, segnalazioni ed altro è possibile contattare l’autore a:

onorio@strutturista.com

Ing. Onorio Francesco Salvatore

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