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Eng. Onorio Francesco Salvatore

Come prescrivere le opere in calcestruzzo – parte IV: la scelta del diametro massimo dell’inerte

Written By: Francesco Salvatore Onorio - Oct• 29•11

Nell’ultimo articolo sull’argomento abbiamo visto come il diametro dell’inerte sia un’informazione importante da fornire nella nostra relazione e soprattutto sulle nostre tavole grafiche. Il diametro dell’inerte, infatti, non solo è legato ad altre caratteristiche del calcestruzzo ma se non viene scelto adeguatamente può causare problemi operativi in cantiere.

Ma come scegliere il diametro adeguato?

Il D.M. 14 gennaio 2008 e la successiva Circolare 617 non danno molte informazioni al riguardo, se non tramite richiami ad altre norme. In questa selva di disposizioni e richiami vari il progettista può facilmente trovarsi spaesato.

Possiamo riferirci alle seguente regolette semplici:

1. Dmax ≤ 3/4 C;

2. Dmax < imin – 5 mm;

3. Dmax ≤ 1/4 Smin.

 

In cui:

C = copriferro;

imin = interferro minimo;

Smin = sezione minima.

 

La prima condizione lega il diametro massimo dell’inerte al copriferro. E’ una condizione richiesta in quanto l’inerte potrebbe rimanere bloccato tra i casseri e l’armatura dando luogo a vespai.

La seconda condizione lega il diametro massimo dell’inerte all’interferro. E’ un’esigenza che segue una logica simile alla precedente: un aggregato troppo grande può bloccarsi tra i ferri dell’armatura bloccando anche il flusso del calcestruzzo attraverso le maglie metalliche.

La terza condizione lega il diametro massimo dell’inerte alla dimensione della più piccola sezione di progetto. Una sezione piccola con un aggregato molto grande da luogo a disomegeneità nell’elemento strutturale.

Le dimensioni dell’aggregato sono legate anche ad altri aspetti, come il dosaggio di cemento. Ma di questo ne parleremo in futuro.

Per chiarimenti, segnalazioni ed altro è possibile contattare l’autore a:

onorio@strutturista.com

Ing. Onorio Francesco Salvatore

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