The Structural Engineer's Corner

Eng. Onorio Francesco Salvatore

Alla scoperta della Hagia Sophia, parte II: cenni introduttivi alla storia della costruzione

Written By: Francesco Salvatore Onorio - Jun• 04•11

In questa seconda parte fornisco alcuni cenni introduttivi alla storia della costruzione. In realtà avrei dovuto fare il contrario, ovvero prima introdurre il background dell’opera e successivamente dare le prime informazioni sulla struttura, ma siamo pur sempre su un sito di ingegneria strutturale e ho ritenuto quindi più opportuno partire da elementi maggiormente interessanti per il sottoscritto ed i lettori.

La Hagia Sophia (chiesa della Santa Sapienza) è la più grande delle costruzioni realizzate dall’imperatore Giustiniano. Dal 537 d.C. – anno della sua consacrazione – ad oggi, in essa convivono cultura occidentale e mediorientale, religione cristiana e musulmana. La costruzione nacque come chiesa, diventò moschea con la conquista ottomana, fu riconquistata dai latini nella Quarta Crociata per poi essere definitivamente destinata a museo.

Il sito sulla quale sorge l’Ayasofia (nome turco della costruzione) è anch’esso emblematico: su un lembo di terra che fa da unione tra Europa ed Asia, lì dove il Mar di Marmara si unisce al Mar Nero attraverso lo stretto del Bosforo, ovvero esattamente il confine tra continente europeo ed asiatico.

Posizione dell’Ayasofia, al confine tra due culture.

 

Già nel 667 a.C. i coloni greci riconobbero i vantaggi di questo sito, andandovi a fondare la colonia di Bisanzio, dal nome del loro re Byzas. Nel 193-195 d.C. la città fu assediata dall’imperatore romano Settimio Severo, divenendo Colonia Antoninia. L’allettante posizione strategica della città convinse successivamente l’imperatore Costantino a rifondarla nel 324 sotto il nome di Costantinopoli, detta anche “Nova Roma”. Con il declino della Vecchia Roma, la Nuova Roma divenne la capitale dell’impero, venendo abbellita ed ampliata dall’imperatore romano, che desiderò costruirvi oltre che la sua residenza anche una chiesa che portasse il suo nome. Iniziata, si dice, nel 326 (su questa data si tornerà in seguito per maggiori informazioni), essa fu consacrata nel 360 ad opera dell’imperatore Costanzo II.

La chiesa non ebbe però lunga vita e la prima ricostruzione la si ebbe già nel 404 a causa dell’esilio di Giovanni Crisostomo. Dopo essere stata nuovamente consacrata nel 415, la costruzione venne rasa al suolo da un incendio appiccato a seguito della rivolta di Nika del gennaio 532. Questo episodio diede a Giustiniano, “imperatore dell’ultimo centennio romano[1], il pretesto per costruire un’opera completamente nuova e ancora più magnificente, come espressione del suo potere; anche se molti attribuiscono il desiderio di ricostruire la chiesa a sua moglie, l’imperatrice Teodora, dal passato di attrice (a quel tempo sinonimo di cortigiana) e col gusto per l’arte. [2]

 

Uno dei più importanti mosaici dell’Hagia Sophia, simbolo della cristianità orientale: Giustiniano (a sinistra) porta in dono il modello della chiesa attuale alla Vergine Maria, mentre Costantino (a destra) la città di Costantinopoli.


Quella di Teodora è dunque una figura molto importante per l’Hagia Sophia, perché si deve a lei l’esilio di Giovanni Crisostomo (maggiori dettagli negli articoli successivi) – e quindi la distruzione della chiesa costantiniana – ma anche la creazione di quella splendida opera d’arte che possiamo ammirare oggi.

Da allora la costruzione ha vissuto varie vicissitudini, sopportando svariati terremoti e subendo crolli, demolizioni, ricostruzioni ed aggiunte. Uno degli eventi più importanti avvenne nel 558, con la ricostruzione della cupola a seguito del terremoto avvenuto nel 557. Il 23 maggio 1453 la costruzione cadde in mano agli ottomani, ma la sua bellezza le evitò di fare la fine delle altre chiese giustinianee. Dopo un breve periodo in cui tornò sede patriarcale, vi fu poi la conversione a moschea, destinazione d’uso che ebbe però fino al 1934, anno in cui fu secolarizzata dall’Ataturk. Oggi l’Hagia Sophia è un museo.

Nei prossimi articoli si studieranno i materiali impiegati, verranno trattate le tecniche costruttive bizantine – che presentano alcune differenze rispetto a quelle occidentali – si passeranno in rassegna i vari elementi costituenti la costruzione con l’ausilio di un modello 3D appositamente creato dal sottoscritto, si individueranno i volumi e si farà un’analisi dei carichi per capire quanto viene scaricato a terra e la tensione agente nei piloni principali posti esattamente sotto la cupola.


[1] Michael Maas, “The Cambridge Companion to the Age of Justinian”.

[2] James Allan Evans, “The emperor Justinian and the Byzantine Empire”.

 

 

Qui termina la seconda parte, ma c’è ancora molto, moltissimo, da scrivere sulla meravigliosa Hagia Sophia. Diamo allora appuntamento a lettrici e lettori al prossimo articolo.

 

Per chiarimenti, segnalazioni ed altro è possibile contattare l’autore a:

onorio@strutturista.com

Ing. Onorio Francesco Salvatore

 

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