The Structural Engineer's Corner

Eng. Onorio Francesco Salvatore

Il crollo del Marcy Bridge e l’importanza delle analisi delle fasi di costruzione – applicazioni reali 3

Written By: Francesco Salvatore Onorio - Oct• 31•10

In questo articolo desidero trattare l’importanza del tener conto delle fasi di costruzione. Prima di arrivare allo stato finale dell’opera, infatti, una costruzione passa per vari step intermedi che possono presentare debolezze strutturali fin troppo dominanti per essere trascurate. Alcuni articoli addietro si è parlato dell’utilità delle analisi modali per indagare quei modi di vibrazione particolarmente importanti e sui cui bisogna porre attenzione; tali analisi andrebbero estese step-by-step, quindi estese a tutte le fasi di vita dell’opera.

Nel caso-studio presentato di seguito si tratta il crollo del Marcy Bridge, la cui fatalità poteva essere evitata eseguendo un’analisi modale nella fase di costruzione pre-getto della soletta.
Il Marcy Bridge era una passerella pedonale crollata durante la fase di costruzione il 12 ottobre del 2002, causando una morte e diversi feriti gravi. Il ponte era stato progettato come un composito costituito da scatolari in acciaio con piattaforma in calcestruzzo gettato in opera. La campata era di circa 170 m. Poco prima del collasso la piattaforma in cemento stava venendo realizzata, con una macchina automatica che stava distribuendo il massetto in calcestruzzo. Testimoni oculari hanno riferito che il ponte vibrava notevolmente durante l’atto di posa in opera e quando si era giunti a circa metà campata con la stesura del massetto, il ponte improvvisamente si torse, ruotando verso est.

Le modalità di collasso descritte dai testimoni sono congruenti con quello che gli ingegneri strutturisti chiamano instabilità latero-torsionale. Tali ponti sono particolarmente suscettibili a questo tipo di collasso, essendo molto flessibili torsionalmente prima che avvenga l’indurimento del cemento costituente la piattaforma.

Nel seguito potete trovare alcuni delle foto e dei risultati ottenuti dall’esperto che si occupò di indagare le cause del crollo. Le analisi al computer confermarono che la struttura metallica non aveva sufficiente rigidezza per sostenere il peso proprio ed il calcestruzzo non indurito senza pervenire al collasso.

Il modello agli elementi finiti con la struttura indeformata sulla sinistra ed un modo mostrante instabilità latero-torsionale globale sulla destra.

Negli USA il problema è stato affrontato da un punto di vista differente, individuando altrove le cause principali: l’assenza nelle normative di allora di precise e particolari prescrizioni per evitate questo tipo di failure. Personalmente, ribadisco il mio punto di vista richiamando una massima di un mio professore ai tempi dell’università (Nicola Augenti): “le regole servono a coloro che non sanno regolarsi“.

Per chiarimenti, segnalazioni ed altro è possibile contattare il sottoscritto a:

onorio@strutturista.com

Ing. Onorio Francesco Salvatore

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